Proprietà intellettuale software: come metterla in cassaforte

Categorie: Escrow
5 Gennaio 2021

Assicurare la tutela della proprietà intellettuale del software per molte aziende significa proteggere un asset strategico fondamentale per il proprio business. Tuttavia, il codice sorgente non è brevettabile: per garantire la protezione necessaria a un bene virtuale così rilevante, la soluzione è affidarsi al servizio di escrow. Infatti, la tipologia di accordo prevista con il deposito a garanzia, che consente a una terza parte indipendente di custodire un bene oggetto di una transazione e di rilasciarlo solo all’avverarsi di specifiche condizioni, offre sicurezza ad alti livelli. Una caratteristica che deve essere supportata anche dalle specifiche soluzioni digitali utilizzate per la trasmissione ai fini del deposito del codice.

Brevettare codice sorgente: perché non è possibile

La normativa non consente di brevettare il codice sorgente, in quanto questo viene considerato un testo. Il brevetto invece riguarda l’effetto tecnico del software, la funzione del programma. Nello specifico, la tutela del brevetto è rivolta all’algoritmo, cioè la sequenza di istruzioni di cui la macchina si serve per eseguire il software senza che si verifichino errori. Sequenza che di fatto è scritta in linguaggio di programmazione nel codice sorgente.

Tuttavia, brevettando l’algoritmo il codice sorgente rimarrebbe escluso da qualsiasi protezione, perché considerato in quanto testo scritto e non come funzione. Un grave rischio per i proprietari, considerando quanto sia prezioso questo strumento senza cui non si potrebbe disporre dell’algoritmo stesso.

Proprietà intellettuale codice sorgente

Per la normativa, di fatto il codice sorgente viene considerato come un libro o un’altra tipologia di opera letteraria, il programmatore è come se fosse uno scrittore. Considerando questo paragone, è più facile capire come la proprietà intellettuale del codice sorgente possa essere garantita dalle regole sul diritto d’autore, proprio come nel caso di una pubblicazione scritta. Viene a tutti gli effetti considerato come opera dell’ingegno, ovviamente solo nel caso si tratti di un nuovo codice sorgente.

Proprietà intellettuale software, perché serve l’escrow

Scendendo nel dettaglio, ricordiamo che l’Italia ha aderito alla European Patent Convention, convenzione sulla concessione dei brevetti europei, la carta con cui negli anni Settanta è stata istituita l’Organizzazione europea dei brevetti. L’articolo 52 di questo trattato esclude il software dalle opere brevettabili. Il brevetto è applicabile solo nel caso l’esecuzione del programma per computer abbia un effetto tecnico oltre a quello della comune relazione tra il programma e la macchina stessi. Per tutelare il software interviene dunque la normativa del diritto d’autore, ma solo se si tratta di prodotti originali, cioè siano opere concepite dall’intelletto del loro autore. In questo caso, sono tutelati:

  • Il codice sorgente
  • L’output
  • L’interfaccia

Chi detiene dunque la proprietà intellettuale del software in base a tale diritto sarà l’unico a poter disporre del programma, distribuendolo, modificandolo o compiendo altre azioni commerciali e creative. Il codice sorgente è il cuore di un programma e spesso viene secretato dalle software house per proteggerne le caratteristiche e la proprietà. Tuttavia, tale bene deve essere concesso in licenza nell’ambito di un rapporto commerciale o di erogazione di un servizio. Emerge dunque l’esigenza di proteggere la proprietà intellettuale del software ma comunque di permettere l’accesso al codice a un utilizzatore al verificarsi di condizioni stabilite a priori contrattualmente. Inoltre, non essendo il codice sorgente un bene brevettabile, è necessario adottare un sistema per accertarne l’esistenza in un dato momento. La soluzione è far ricorso a un servizio escrow.

Come funziona l’escrow per la proprietà intellettuale del software

Un accordo di questo genere tutela sia il produttore del software che il suo beneficiario.

Infatti, l’escrow agreement consente, nell’ambito di una transazione tra due o più soggetti, di depositare un bene presso una terza parte indipendente affinché lo custodisca e lo rilasci solo al verificarsi di specifiche condizioni prestabilite per via contrattuale. Tutela e garanzia sono elevate per entrambe le parti, che sono portate da vincoli contrattuali a rispettare le condizioni pattuite. Il codice sorgente, in qualità di bene virtuale che può essere oggetto di negozio, può essere trasmesso per il deposito a garanzia in modo sicuro grazie alla tecnologia fornita da un service provider. È importante che il fornitore offra la possibilità di trasmettere i file attraverso un canale dedicato, per garantire maggiore sicurezza ed evitare intrusioni malevole e di conseguenza:

  • Certificare e protocollare i file in modo affidabile;
  • garantire che il file non venga alterato, dunque che siano mantenute nel corso del tempo le stesse qualità previste dall’articolo 44 del Codice dell’Amministrazione Digitale per la conservazione a norma dei documenti informatici;
  • permettere di accertare l’esistenza di un file a partire da un certo momento;
  • consentire al beneficiario di svolgere controlli per assicurarsi che il codice sorgente depositato sia eseguito correttamente.

I vantaggi del deposito a garanzia per la proprietà intellettuale software

I vantaggi del deposito a garanzia del codice sorgente sono:

  • tutela assoluta della proprietà intellettuale del software: il depositario affidando il codice sorgente a una terza parte, è certo che questo sia custodito accuratamente, senza il rischio di spionaggio industriale o furto. Inoltre, si può accertare l’esistenza del codice a partire da un determinato momento;
  • possibilità per l’utilizzatore del software di proseguire nelle sue attività anche in caso di eventi che creassero impedimenti al produttore. Si pensi al caso di una software house proprietaria di un codice sorgente che svolge servizio di assistenza presso un licenziatario che si serve del software per erogare servizi alla clientela. L’accordo potrebbe per esempio prevedere che in caso di fallimento della software house, l’utilizzatore del programma possa accedere al codice sorgente per servirsene al fine di proseguire la propria operatività.

L’escrow offre dunque benefici a entrambe le parti, consentendo di rispettare e proteggere la proprietà intellettuale del software: il deposito a garanzia rappresenta una vera “cassaforte” virtuale per questo bene.

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